L’analisi esterna ha la finalità di comprendere il contesto in cui l’organizzazione non profit si trova ad operare. Questa fase è stata portata avanti indipendentemente dal lavoro di gruppo con l’organizzazione, attraverso un lavoro di ricerca e confronto con realtà analoghe e parallele, in contesti simili o estremamente differenti confrontando anche tutto il background culturale di cui una società di consulenza è spesso equipaggiata. L’analisi esterna si concentra su due aspetti:
• analisi di benchmarking
• analisi dei mercati del fund raising
L'analisi di benchmarking rappresenta una vera e propria apertura verso l’ambiente esterno.
In effetti intende proprio osservare altri protagonisti dello scenario per potersi confrontare in maniera costruttiva con essi. Si pone quindi i seguenti obiettivi:
• delineare e comprendere, attraverso uno studio delle organizzazioni simili, le caratteristiche rilevanti dell'ambito in cui si sta operando, dal punto di vista del fund raising, ponendo l'accento in particolar modo sui fattori di successo delle altre realtà;
• individuare, rispetto ad un punto di riferimento esterno - il benchmark - procedure, metodi e strumenti di fund raising utilizzati;
• esprimere delle indicazioni utili per creare e/o rafforzare il patrimonio di risorse e capacità distintive dell’organizzazione, individuando metodi e strumenti di fund raising capaci di creare valore e vantaggio competitivo per l'organizzazione medesima;
• costruire un’analisi swot, ovvero, l’identificazione dei punti di forza e di debolezza (avendo già lavorato sull’analisi interna) delle opportunità e dei rischi che, assieme ad un’attenta analisi dei mercati, ci permetteranno, nella fase successiva, di costruire un adeguato piano di raccolta fondi.
L'analisi dei mercati del fund raising ha lo scopo di delineare gli scenari attuali in cui operano realtà imprenditoriali, fondazioni bancarie e privati cittadini, soprattutto dal punto di vista delle relazioni che intercorrono tra questi soggetti e le organizzazioni non profit ed in particolare della loro propensione al fund raising.
Alcune tendenze in atto:
Il mercato delle persone fisiche è un mercato in fortissima evoluzione ed espansione sotto il profilo delle donazioni.
In effetti il numero delle persone fisiche che contribuiscono al finanziamento delle organizzazioni è decisamente consistente come dimostrato da numerose indagini. In molte organizzazioni appartenenti ai settori socio assistenziale, sanitario, della ricerca scientifica e della cooperazione internazionale, i contributi provenienti da privati cittadini costituiscono una voce di entrata di notevole importanza e di dimensioni rilevanti. Secondo una ricerca condotta nel 2006 da Doxa, il 29% degli italiani ha effettuato donazioni (circa 16,5 milioni di persone), con una donazione media di 68 euro a persona. Le donne dimostrano una propensione maggiore alla donazione. Età ed istruzione influiscono sugli importi delle donazioni: il 35% dei donatori appartiene alla fascia di età oltre i 55 anni ed il 45% dei donatori ha conseguito una laurea.
Il mondo economico.
E' ormai da tutti riconosciuta l’attenzione delle imprese nei confronti della responsabilità sociale. Il concetto di responsabilità sociale non trova una definizione univoca in letteratura. Nel Libro Verde della Commissione Europea del 2001 essa è stata definita come l’integrazione volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali ed ambientali nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici, ma anche andare al di là investendo di più nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le altre parti interessate. Si parla, quindi, di impresa socialmente responsabile in presenza di una realtà aziendale tesa a soddisfare in misura sempre crescente, andando al di là degli obblighi giuridici, le attese sociali ed ambientali dei propri stakeholder interni ed esterni, mediante il normale svolgimento delle attività aziendali. Oltre alle multinazionali, che per prime in maniera più evidente hanno affrontato queste tematiche, anche altre imprese stanno sviluppando approcci e strumenti per la gestione degli aspetti sociali nell’ambito delle proprie attività strategiche e competitive. È infatti noto nella pratica manageriale che la performance di un’impresa dipende da diversi elementi di tipo intangibile (intangible assets) quali il valore della conoscenza e la capacità di innovare, il consenso e la fiducia delle diverse categorie di stakeholder, la reputazione e, in ultima analisi, la disponibilità a contribuire al benessere della comunità. La responsabilità sociale e le azioni che ne conseguono non deve essere considerata come un costo, ma come un elemento che, se integrato nella governance aziendale, condiziona positivamente la performance dell’impresa e la sua competitività, migliorandone le prospettive di sviluppo.
Le fondazioni di origine bancaria derivano dalla ristrutturazione di 82 casse di risparmio e monti di pietà e 6 istituti di credito di diritto pubblico. Sono definite – dall'art.2 del D.lgs 153/99 – persone giuridiche private senza fini di lucro, dotate di piena autonomia statutaria e gestionale. Esse hanno come scopo statutario il perseguimento dell'utilità sociale e la promozione dello sviluppo economico del territorio. Tali scopi si esplicitano attraverso il sostegno economico-finanziario ad attività e progetti promossi da organizzazioni non profit e da Istituzioni Pubbliche. Al 31 dicembre 2006 le 88 Fondazioni Bancarie italiane gestivano complessivamente un patrimonio di oltre 41 miliardi di euro (Acri 2006). Tale patrimonio è suddiviso fra realtà molto diverse tra loro, non solo per le differenti origini e tradizioni, ma anche per l'ambito di operatività territoriale nonché per le dimensioni.
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