La definizione della missione di una organizzazione, oltre ad esplicitarne i motivi stessi della sua esistenza, è un eccellente metodo per riflettere intimamente sul significato del “fare impresa” ed è uno strumento essenziale per tracciare le linee guida che uniformeranno l’agire delle persone che operano con la struttura. Il percorso di formazione della mission, inoltre, è un’insostituibile momento di confronto tra le persone sui rispettivi punti di vista con i quali valutano la propria organizzazione discutendo delle divergenze di opinione, condividendo e codificando considerazioni preziose sulla vita e sul funzionamento della struttura. Cos’è la mission d’impresa La mission di un'organizzazione rappresenta il suo scopo ultimo, la giustificazione stessa della sua esistenza e, al tempo stesso, ciò che la contraddistingue da tutte le altre. Secondo il modello che abbiamo sviluppato, una buona mission offre risposte a queste domande:
• Qual è l’identità che caratterizza la nostra organizzazione?
• Qual è l’obiettivo principale della nostra organizzazione?
• Qual è l’attività caratteristica della nostra organizzazione?
• Qual è il futuro auspicato e quali sono le finalità della nostra organizzazione?
La mission può essere rappresentata da un semplice slogan o, in modo più esaustivo, da una vera e propria “spiegazione” della strategia di lungo periodo dell’organizzazione. È comunque da sottolineare che non sempre la mission contiene la “risposta” a tutte le domande che abbiamo indicato in precedenza.
Metodologie per costruire la mission d’impresa
E' stato detto che la mission d’impresa deve essere, innanzitutto, condivisa. Il metodo proposto per l’esplicitazione della mission parte dal
presupposto che la sua formulazione finale scaturisce dall’amalgama dei differenti punti di vista che le persone hanno rispetto all’organizzazione: la vera difficoltà, infatti, nel percorso applicato risiede nel conciliare i differenti obiettivi e le differenti aspettative di ognuno, in modo da giungere ad un “principio guida” per la struttura. Il principale metodo per giungere alla identificazione della mission di una organizzazione è quello di utilizzare la tecnica dei Focus Group (che possono essere scritti, sotto forma di questionario, oppure realizzati sotto forma di discussione orale). I Focus Group sono una tecnica di ricerca adatta per valutazioni di tipo qualitativo; la si utilizza quando si è interessati a valutazioni, giudizi, opinioni, espressi da professionisti, esperti, utenti/clienti, al fine di raccoglierne i diversi punti di vista su un argomento, un processo, un risultato, un prodotto inteso in senso lato. I Focus Group sono interviste rivolte ad un gruppo omogeneo di persone, la cui attenzione è focalizzata su un argomento specifico, che viene scandagliato in profondità (in questo caso l’identità dell’organizzazione). Ogni partecipante ha l’opportunità di esprimere liberamente la propria opinione rispetto all’argomento trattato; la comunicazione nel gruppo è impostata in modo aperto e partecipato, con un’alta propensione all’ascolto. Solitamente i Focus Group coinvolgono gli stakeholder cosiddetti “interni” (personale, dirigenza, azionisti) e successivamente il progetto di mission viene condiviso con portatori di interessi esterni, per verificarne la coerenza.
La Nominal Group Technique (d'ora in avanti NGT) è un processo di comunicazione strutturato condotto in gruppo che nasce come variante della tecnica dei gruppi focus. Gli scopi di tale processo sono:
• garantire un appropriato e differente processo di comunicazione e decisione;
• assicurare una bilanciata partecipazione tra i membri del gruppo;
• incorporare procedure matematiche nell’aggregazione delle singole valutazioni individuali.
Il sistema NGT è una tecnica di gruppo che utilizza criteri simili al Focus Group su un gruppo di persone radunate a un tavolo e pilotate da un animatore. Questa tecnica prevede l'esecuzione di 2 diverse fasi, attraverso le quali è possibile ottenere delle informazioni da un gruppo di operatori, testimoni privilegiati, utenti, riducendo al minimo le distorsioni indotte dall'interazione face-to-face.
Prima Fase: I componenti del gruppo siedono intorno ad un tavolo: all’inizio sono invitati a non comunicare verbalmente. Ad ogni individuo si richiede di scrivere, su un foglio di carta, idee e suggerimenti inerenti gli obiettivi conoscitivi descritti in precedenza.
Seconda Fase: Dopo circa 5-10 minuti inizia una esposizione strutturata delle singole idee. Ogni individuo, a turno, presenta un’idea prendendola dalla sua lista. Il conduttore della NGT scrive ogni idea, ad esempio con l’ausilio di una lavagna, in modo da renderla ben visibile a tutti i partecipanti. In questa fase di registrazione delle varie idee non avviene discussione, ma solo esposizione delle singole proposte. La procedura di registrazione continua fino all’esaurirsi delle idee prodotte dal gruppo. Il risultato di questa fase “nominale” del meeting è rappresentato da una lista, con circa 18-25 proposte (mediamente, due-tre idee a persona).
Terza fase: Ogni idea viene discussa dai componenti del gruppo. La conduzione strutturata della discussione permette ad ogni idea di ricevere la dovuta attenzione e chiarificazione evitando il rischio di rimanere intrappolati in discussioni senza fine su di un unico tema o poco centrate sul problema in esame. Per ogni singola idea si richiedono in questa fase elementi di chiarificazione, critica e supporto, prima di iniziare una valutazione sull’importanza e pertinenza delle varie idee. Nel processo di valutazione ogni partecipante, indipendentemente e per iscritto, assegna delle priorità, valutando l’importanza relativa delle varie idee classificandole secondo una scala ordinale.
Quarta fase: Successivamente si predispongono delle elaborazioni matematiche sui punteggi, calcolando, ad esempio, la media delle valutazioni individuali ed elaborando idee per la definizione della mission e dei valori.
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