E’ necessario per un’organizzazione esprimere anche il valore economico che caratterizza il rapporto tra un certo stakeholder e l’organizzazione stessa. Il primo passaggio è quindi quello di presentare il bilancio economico (Stato Patrimoniale e Conto Economico) riletti in funzione degli stakeholder; ad esempio i ricavi possono essere espressi rispetto al donatore/contribuente/utente, i costi rispetto alla tipologia di fornitori o alla tipologia di servizi/prodotti che si realizzano.
Parte fondamentale del bilancio sociale è lo schema di riclassificazione del Conto economico “A Valore Aggiunto”; l’obiettivo è appunto quello di individuare ulteriormente i principali destinatari del Valore Aggiunto, cioè a dire della ricchezza, prodotta e distribuita. La determinazione di tale valore parte quindi dalla determinazione del valore netto della produzione caratteristica, dato dalla differenza tra l’ammontare di tutti i ricavi afferenti la gestione caratteristica e l’insieme di tutti i costi diretti e indiretti di produzione (esclusi gli oneri afferenti gli stakeholder dell’organizzazione).
Dedotto, da tale valore, il risultato della gestione extracaratteristica e l’ammontare di ammortamenti e accantonamenti si ottiene il Valore Aggiunto Complessivo Netto. Il Valore Aggiunto Netto rappresenta, quindi, l’aumento di ricchezza creato dalla Fondazione attraverso la propria attività di produzione di servizi, destinata ad essere distribuita tra tutti gli interlocutori, interni ed esterni, di un’organizzazione.
Il modello che abbiamo sviluppato tramite la sperimentazione SKIP, ha portato alla definizione di due diversi prospetti per la redazione di questa sezione:
• calcolo della ricchezza prodotta dalla organizzazione, tramite l’opportuna riclassificazione di alcune poste del bilancio civilistico;
• riparto del valore aggiunto, per comprenderne la distribuzione fra gli stakeholder della struttura.
Il modello sperimentato prende spunto dalla riclassificazione di bilancio a valore aggiunto del GBS (Gruppo Bilancio Sociale). Di seguito vengono riproposte alcune indicazioni del GBS stesso con particolare riferimento alle poste che concorrono alla distribuzione del valore aggiunto.
La remunerazione del personale
Compongono la categoria dello stakeholder “Personale” tutti coloro che hanno rapporti di lavoro prevalenti e di carattere duraturo con l’organizzazione.
Possiamo suddividere il personale in due fondamentali categorie:
• Personale dipendente (con contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato)
• Collaboratori
La remunerazione del personale, ovvero il valore aggiunto che l’organizzazione distribuisce a questa categoria di stakeholder, viene divisa in tre macroclassi:
• Dirette. Comprendono tutte le poste (finanziarie o in natura) che misurano il beneficio economico che scaturisce dal rapporto fra lavoratore e azienda. Ricadono in tale voce: le retribuzioni dirette vere e proprie, le quote di trattamento di fine rapporto (TFR), le provvidenze aziendali, i compensi in natura (non comprendono i rimborsi spese).
• Indirette. Sono quelle derivanti dal versamento dei contributi sociali che l’impresa versa a vantaggio del lavoratore
La remunerazione della Pubblica Amministrazione
Uno degli stakeholder privilegiati nella distribuzione di Valore Aggiunto è la Pubblica Amministrazione: la remunerazione di questo portatore di interessi è traducibile come il beneficio economico che la Pubblica amministrazione trae dall’operato dell’organizzazione. In particolare le voci che concorrono a quantificare la remunerazione della Pubblica Amministrazione sono:
• Imposte dirette
• Imposte indirette
La remunerazione del capitale di credito
Gli stakeholder che compongono questa categoria di portatori di interessi sono tutti coloro che hanno immesso capitale (di funzionamento o di finanziamento) all’interno dell’organizzazione: essi sono remunerati tramite gli Oneri Finanziari sul capitale di credito.
La remunerazione del capitale di rischio
In questa particolare categoria di stakeholder ricadono gli azionisti dell’organizzazione: la loro remunerazione è rappresentata, ovviamente, dai dividendi o dagli utili che l’organizzazione decide di destinargli.
La remunerazione del sistema azienda
Nel modello utilizzato l’azienda è considerata come stakeholder “a sé stante”: la sua retribuzione, perciò, coincide con l’ammontare degli accantonamenti destinati a riserva.
Le liberalità esterne
Costituiscono vere e proprie distribuzioni e non remunerazioni: il dato ha comunque la sua evidente rilevanza in quanto esprime l’attenzione sociale dell’azienda nei confronti del mondo che la circonda.
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